domenica 23 gennaio 2011

Upavasa (prima parte)



Upavasa è uno dei termini sanscriti usati per designare il giorno del digiuno: questo termine significa stare vicini al Supremo (upa = vicino; vasa = dimora divina). Il digiuno, secondo lo Yoga, è da considerarsi una pratica mistica in quanto più psicospirituale che fisica; sugli effetti psicofisici e salutari del digiuno sono stati scritti numerosi testi.
Il miglior sistema per purificarsi fisicamente e mentalmente è digiunare regolarmente, avere un’alimentazione senziente, fare le Asana ogni giorno, praticare un’igiene accurata e fare delle pratiche spirituali.

Dal punto di vista strettamente organico, il digiuno concede il meritato riposo agli intestini, allo stomaco, al fegato e a tutti gli altri organi metabolici. È una delle migliori medicine preventive, poiché con il riposo del sistema digerente si possono espellere e neutralizzare le tossine accumulatesi con i processi metabolici cellulari. Come è ben noto in tutte le scuole di medicina naturale, la maggior parte delle malattie ha la sua origine nel tratto gastrointestinale.

Quando il tavolo dell’ufficio è pieno di carte, non c’è niente di più intelligente che prendersi una giornata per rimettere ordine: allo stesso modo, il digiuno regolare durante un intero giorno, scelto in base alle fasi lunari, come prescritto dagli Yogi, è di grande aiuto per l’igiene fisica e mentale.

Il nostro corpo è costituito per lo più di acqua (circa il 60%): quest’acqua, come tutti gli altri liquidi, risente dell’influenza gravitazionale che esiste fra la terra e la luna. L’importanza di questa relazione energetica è ben conosciuta e applicata nel campo dell’agricoltura, delle scienze marittime, nella psicologia, ecc.

Il ciclo mestruale con la sua espulsione di liquidi ha luogo ogni 28 giorni, come quelli del ciclo lunare. Le statistiche ci dicono che c’è una stretta relazione anche fra i giorni vicini alla luna piena e alla luna nuova e gli incidenti stradali, i disturbi mentali, i sogni agitati, le notti insonni, il sonnambulismo, i bambini nervosi, rottura delle acque nelle donne gravide, ecc.

Il digiuno fatto secondo il calendario lunare yogico limita l’effetto di questi disturbi, poiché l’astensione dal cibo tiene le due valvole dello stomaco (cardias e piloro) chiuse e non permette così l’ascensione dei gas intestinali e altri vapori acidi del tratto gastrointestinale nella zona cerebrale.

Digiuno e fasi lunari
I giorni di digiuno più strategici per la salute fisica, mentale e spirituale sono detti Ekadashi. Eka sta per uno e dashi sta per dieci, si ha quindi undici. L’undicesimo giorno dopo la luna piena e dopo la luna nuova sono i giorni ideali di digiuno secondo la scienza dello Yoga. Durante quei due giorni del ciclo lunare avviene una trasformazione linfatica nel nostro organismo: lo Shukra viene trasformato in ectoplasma.
Nel giorno di Ekadashi la ghiandola pineale secerne un ormone particolare che dà una esperienza mistica a coloro che meditano e digiunano.

Naturalmente questa non è un’esperienza immediata per chi inizia queste pratiche, ma sicuramente si potranno sperimentare subito dei benefici fisici e mentali.


Nelle rappresentazioni iconografiche del Guru tantrico Shrii Sadashiva (Shiva con il tridente in mano e i serpenti intorno al collo) si può notare una mezza luna come decorazione sulla sua folta chioma. Quella mezzaluna è il simbolo di Ekadashi, il giorno in cui Shiva andava regolarmente in Samadhi (trance mistico). Quando l’ormone rilasciato dalla ghiandola pineale riesce a entrare nella circolazione sanguigna provoca uno stato estatico. Tutto questo dipende dalla preparazione psicospirituale della persona. Se si mangia durante quel particolare giorno, l’attività fisica della digestione devia lo Shukra verso le ghiandole basse limitandone così l’assorbimento da parte delle ghiandole endocrine del cranio. Inoltre la temperatura corporea durante il giorno del digiuno diminuisce agevolando la secrezione di quest’ormone denominato in sanscrito Amrta.

Se durante Ekadashi i pensieri sono rivolti agli oggetti esterni, le vibrazioni di quei pensieri grossolani creano nelle cellule nervose una vibrazione più agitata generando così più calore nel cervello: il calore disturba la secrezione dell’ormone di cui abbiamo detto e secondo gli Yogi esso evapora prima di entrare nella circolazione sanguigna. È per questo motivo che non si ha sempre la garanzia di vivere delle esperienze mistiche durante il digiuno. Bisogna sintonizzare la propria vibrazione cerebrale e mentale con un’idea assoluta, come si fa durante la ripetizione e l’ideazione su un Siddha Mantra (il Mantra che viene vibrato dalla forza del Guru).

Queste conoscenze sul digiuno sono il frutto delle ricerche fatte dagli Yogi e dalle Yogini nei loro laboratori fisici e psichici: digiunando per molti giorni essi hanno notato che nell’undicesimo giorno dopo la luna piena e dopo la luna nuova avevano esperienze di meditazione più profonde.

Shrii Shrii Anandamurti nel suo libro “Caryacarya parte III”, descrive i seguenti effetti del digiuno:
“Durante e vicino alla luna nuova e alla luna piena, si può osservare che il fattore gassoso e quello liquido salgono all’interno del torace e della testa creando una sensazione di disagio. Per questo motivo, se la persona non mangia durante questo periodo, questi fattori vengono spinti verso il basso del corpo, alleviando il disagio.
Il cibo che noi mangiamo si converte, per trasformazione, nell’essenza finale, chiamata Shukra. Lo Shukra è il cibo per il cervello. Dallo Shukra vengono prodotte le particelle ectoplasmatiche della mente individuale. Se si digiuna in accordo con il sistema tantrico, lo Shukra in eccesso non ecciterà le Vrtti (tendenze o propensioni) basse della mente, ma guiderà la mente verso le Vrtti più sottili. Inoltre, per effetto del digiuno, le sostanze velenose e non produttive vengono distrutte ed espulse. Oltre a ciò, l’energia che non viene utilizzata per la digestione può essere utilizzata per altri scopi. Per questo motivo il giorno del digiuno è un giorno eccellente per praticare più Sadhana (pratiche spirituali)”.


FINE PRIMA PARTE

Tratto da BIOPSICOLOGIA TANTRICA (Kamaleshvara Franceschini)

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lunedì 11 ottobre 2010

La filosofia spirituale di Shrii Shrii Ánandamúrti - 1



La filosofia di Shrii Shrii Ánandamúrti è sinteticamente espressa negli aforismi dell'opera Ánanda Sútram. Il primo concetto che viene definito è quello di Brahma. Brahma è l'Entità Cosmica, l'Infinito, l'Anima Universale. Che cosa significano questi termini e come possiamo sapere che Brahma esiste?

Brahma

Noi abbiamo coscienza del nostro Io, sappiamo di esistere e di avere delle relazioni con gli oggetti esterni. Ogni azione che facciamo sembra essere eseguita dagli organi motori e sensori: in realtà se la mente non lavorasse dietro a questi organi ogni azione sarebbe impossibile. L'azione ha origine nella mente ed ha la possibilità di manifestarsi esternamente attraverso gli organi motori e sensori (indriyas). La visione avviene solo quando la mente prende contatto con gli organi della vista, quando la mente assimila l'oggetto esterno, prende la forma di quell'oggetto. La parte della mente che prende la forma dell'oggetto esterno si chiama materia mentale, o ectoplasma (Citta nella terminologia sanscrita).

Citta
non può prendere la forma dell'oggetto se non c'è qualcuno che esegue l'azione. Esiste dunque una seconda parte della mente che svolge l'azione: è l'io che agisce (Ahamtattva).
Se qualcuno agisce significa che deve esistere qualcuno: non può esserci azione senza l'esistenza di un io. Esiste una terza parte della mente che dà il senso dell'esistenza (Mahatattva).

L'affermazione "io esisto" presuppone la presenza di un Io che testimoni la mia esistenza, che sia cosciente della mia esistenza: l'esistenza dell'io nella mente prova che c'è un'altra entità reale che è oltre la mente e che conosce l'esistenza della mente. Questo Io testimoniante viene chiamato Coscienza unitaria (Átman). La sua presenza è dimostrata dal senso di esistenza che ognuno mostra di avere svolgendo delle azioni. L'esperienza dell'Átman è dunque un'esperienza diretta di tutte le persone.

Abbiamo visto che lo stesso Io che prova la mia esistenza (Mahatattva o Buddhitattva), mi fa lavorare (Ahamtattva), consente alla mia mente la relazione con gli oggetti esterni (Citta), mi dà anche la coscienza della mia esistenza (Átman): possiamo dunque affermare che lo stesso Io ha funzioni diverse in diversi stadi.

Il sentimento di esistenza (Mahatattva) non potrebbe esserci senza la coscienza: è la coscienza unitaria che si manifesta come Mahatattva e stabilisce così la propria esistenza.
La coscienza unitaria non è dunque pura coscienza, ha anche delle qualità che le consentono di manifestarsi in diverse funzioni. Deve allora esistere un fattore, diverso dalla pura coscienza, che qualifica, cioè che influenza l'Átman e gli consente di esprimersi in diverse forme. Di questo fattore (Prakrti) parleremo in seguito.

Per ora abbiamo stabilito che la coscienza unitaria è presente in ogni individuo. In questo universo ci sono innumerevoli individui; l'Átman , o coscienza unitaria, si riflette in ciascuno di essi: apparentemente, dunque, ci sono molti Átman. L'insieme di questi Átman , il loro nome collettivo è Brahma. La parola che più si avvicina al concetto di Átman o coscienza unitaria è Anima: possiamo quindi dire che Brahma è l'Anima Universale, la Coscienza Universale, la coscienza nella sua totalità.

La definizione filosofica che Shrii Shrii Ánandamúrti dà di Brahma è "Shiva Shaktyátmakaî Brahma " ossia "Brahma è composto di Shiva e Shakti."

Questo è il concetto base della filosofia dell'Ánanda Márga. L'Entità Suprema è Una ma ha due aspetti: il principio oggettivo (Shiva o Purusa) e il principio operativo (Shakti o Prakrti). Per usare un linguaggio più semplice possiamo dire la Coscienza e l'energia (la forza). Essi non sono due entità distinte bensì due aspetti diversi ma inseparabili della stessa entità: è impossibile concepire l'una senza l'altra. La Coscienza e la sua energia creativa sono inseparabili come il fuoco e il suo calore, come il latte e la sua bianchezza, come le due facciate di un foglio di carta. Prakrti può essere definita come un attributo di Purusa.

Purusa è la pura Coscienza e resterebbe inattivo se Prakrti non avesse la possibilità di esprimersi. Prakrti è l'entità che controlla i fenomeni naturali: è ciò che dà alle cose le loro qualità. Per esempio si dice che la natura del fuoco sia quella di bruciare: ci deve essere qualcosa che dà al fuoco questa sua qualità; abbiamo visto che la Coscienza unitaria ha delle qualità che le consentono di esprimersi in diverse funzioni della mente : Prakrti è ciò che dà le diverse qualità e funzioni. Poiché per compiere queste azioni è necessaria un'energia si dice che Prakrti è una forza: Prakrti è una forza che qualifica la Coscienza dandole diverse qualità o funzioni. La funzione di Prakrti è di creare continuamente nuove forme attraverso la sua azione, la sua influenza sulla Coscienza.

Aspetti di Brahma

Brahma è senza forma
Abbiamo detto che Purusa è pura Coscienza. Da questo termine possiamo capire che esiste qualcosa ma non possiamo visualizzarlo in una forma, possiamo solo farcene un'idea: Purusha è un'entità astratta che può essere percepita dalla mente solo nelle sue espressioni oggettive. Allo stesso modo Prakrti è una forza che non può essere vista, non ha una forma che possa essere descritta, anche se possiamo vedere il risultato della sua azione. Purusa e Prakrti, e quindi Brahma, sono entità sottili, senza forma.

Brahma è non causale

Purusa è un'entità la cui esistenza non dipende da altro, non ha inizio, o causa: è non causale. Prakrti è il principio che qualifica Purusa ed è necessariamente presente dove c'è Purusa; ma così come il fuoco non crea la sua capacità di bruciare, cioè non crea il principio che gli dà le sue caratteristiche, allo stesso modo Purusa non crea Prakrti: essa è indipendente, è non causale. Brahma, che è il nome collettivo di Purusa e Prakrti , è dunque non causale, non ha inizio o causa.

Brahma è infinito

Brahma non ha origine o causa, ma ha una fine? Può essere misurato? Dovremmo trovare uno strumento adatto a misurarlo e poiché Brahma è un'entità sottile, questo strumento deve essere sottile almeno tanto quanto Brahma. Tutta la materia che esiste in questo mondo è costituita da cinque fattori fondamentali (eterico, aereo, luminoso, liquido, solido) la presenza dei quali distingue le cose grezze dalle cose sottili: più fattori sono presenti in un oggetto più esso è grezzo. Nessuno di questi fattori è abbastanza sottile da misurare Brahma.

Oltre a questi fattori esiste un altro elemento: la mente . Essa non ha forma fisica, non può essere vista, toccata ecc. È la cosa più sottile di questo mondo ed ha le qualità di afferrare le idee, pensare e sentire: con questi mezzi potrebbe misurare Brahma. Abbiamo visto che la mente ha diversi aspetti funzionali che sono Mahatattva (io esisto), Ahamtattva (io faccio) e Citta (materia mentale). La capacità di compiere qualsiasi azione appartiene ad Ahamtattva (l'io che agisce): quindi se Brahma può essere misurato dalla mente è solo attraverso Ahamtattva. Fra Ahamtattva e la coscienza unitaria si trova Mahatattva quindi Ahamtattva non può raggiungere la coscienza unitaria senza passare attraverso Mahatattva. Ahamtattva è però solo una forma funzionale di Mahatattva : l'io di "io esisto" di Mahatattva diventa Ahamtattva quando assume la funzione di "io faccio". Nel momento in cui Ahamtattva ritorna a Mahatattva la sua capacità funzionale di "io faccio" cessa di esistere: Ahamtattva non può raggiungere la coscienza come Ahamtattva ma deve necessariamente trasformarsi in Mahatattva ed in quello stato non può compiere nessuna azione, tanto meno misurare la coscienza unitaria. Brahma è l'insieme delle coscienze unitarie: la mente non può quindi in nessun modo pensare, sentire o farsi un'idea delle dimensioni di Brahma.
Possiamo inoltre affermare che la mente non può misurare niente che sia al di là del suo ambito. La mente esiste dentro la creazione ma per quanto essa si estenda fino ai propri limiti sente che c'è qualcosa che non riesce a comprendere: la creazione si estende oltre i limiti della mente, essa è potenzialmente infinita. Come vedremo in seguito, la creazione è solo una parte di Brahma e se una parte è infinita, necessariamente il tutto, Brahma è infinito.



Stati di Brahma : Nirguna e Saguna

Purusa e Prakrti sono entrambi non causali e ciò significa che sono anche completamente indipendenti uno dall'altro, nessuno è subordinato all'altro. Abbiamo visto però che Prakrti è un principio il cui compito è di qualificare Purusa, di dargli degli attributi, delle qualità. Essa esercita questo compito attraverso tre forze cosmiche o guna. Guna in sanscrito significa corda usata per legare qualcosa: qualificando Purusa con i suoi guna, Prakrti lo lega, lo costringe ai suoi voleri.

Brahma esiste dunque in due stati:

nel primo, lo stato supremo, Purusa e Prakrti sono completamente indipendenti, Prakrti non esercita alcuna influenza su Purusha, non è in grado di legarlo con i suoi Guna; in questo stato Purusha rimane inespresso, senza qualità; questo stato si chiama Nirguna (senza guna);
nel secondo stato Prakrti esercita la sua capacità, usa i suoi guna per influenzare Purusa; attraverso la sua azione su Purusa essa crea infinite forme, da origine a tutto ciò che esiste; questo stato si chiama Saguna (con guna).

Per spiegare la relazione tra Nirguna e Saguna possiamo usare l'immagine di un iceberg e di un oceano: a causa delle variazioni climatiche una parte dell'acqua dell'oceano si ghiaccia. In questa immagine Nirguna Brahma è l'oceano, Saguna Brahma è l'iceberg, le condizioni climatiche che raffreddano l'acqua sono Prakrti. Il ghiaccio e l'acqua che non si è ghiacciata, sono due forme diverse dell'acqua: l'unica differenza è che in alcuni punti condizioni climatiche particolari hanno consentito il formarsi del ghiaccio mentre in altre parti l'oceano è rimasto al suo stato originario.


Saguna è dunque uno stato particolare all'interno di Nirguna Brahma.

Capire la causa per cui Brahma passi dal suo stato supremo alla creazione è al di là delle capacità della nostra mente. La relazione causale è un'azione svolta dalla mente, ma prima di Saguna Brahma non c'è alcuna mente, né cosmica né unitaria, che possa compiere questa azione, la legge di causa ed effetto non esiste in Nirguna Brahma, Brahma stesso non sa perché Egli si sia manifestato nella creazione. Per supplire all'incapacità della mente di rispondere a questa domanda i devoti hanno trovato una ragione del cuore: il Supremo era solo nella vastità cosmica ed ha creato ogni cosa per superare la sua solitudine, per avere qualcuno da amare. Per questo la creazione viene talvolta definita Liila (gioco) cosmico.

Ogni cosa è Brahma

La storia della terra dimostra che gli esseri umani non sono senza causa, essi non sono neanche i primi esseri che sono apparsi sulla terra. La terra si è formata dal sole: all'inizio era solo una palla di fuoco, poi si è raffreddata lentamente, sono comparsi l'acqua e il suolo; sono seguite poi la formazione del regno vegetale ed animale e solo successivamente si sono evoluti gli esseri umani. Gli uomini dipendono quindi dalla terra e non possono essere definiti non causali. Anche il sole che ha dato origine alla terra, però, deve la sua esistenza a certi gas, che a loro volta dipendono essenzialmente da uno dei fattori elementari della materia, il fattore eterico, senza il quale i gas non avrebbero lo spazio per esistere. Quindi, risalendo all'indietro, il fattore eterico è l'origine dei gas, del sole, della terra e quindi degli esseri umani.
Poiché abbiamo già detto che ogni essere umano ha una coscienza unitaria (Átman) dobbiamo ammettere che anche il fattore eterico ne abbia una: se il fattore eterico non avesse coscienza come potrebbero gli esseri umani che da questo sono stati creati averla? Il fattore eterico non ha forma, non ha dimensioni, non può essere misurato: è il vuoto, è lo spazio, non c'è in esso alcuna materia, anche se ha la capacità di portare le onde sonore e questa caratteristica lo rende un elemento grezzo e non sottile. L'unica cosa che c'è nell'etere è la coscienza quindi l'etere deve essere fatto di coscienza. La coscienza è in Brahma quindi l'etere, e tutto ciò che da esso deriva, dal sole agli esseri umani, ha origine in Brahma.

Saguna Brahma è la causa della creazione dell'universo, o, in altre parole, l'universo ha avuto origine da Saguna Brahma e poiché non esiste niente prima di Brahma ed oltre a Brahma, e poiché il mondo non può essere stato creato dal nulla, dobbiamo ammettere che la materia con la quale Brahma ha creato il mondo è se stesso: la creazione è Saguna Brahma trasformato in tutto ciò che esiste.

Dobbiamo qui fare attenzione ai termini: dire che Brahma è presente in ogni cosa è un'affermazione scorretta. Se dico che Brahma è presente in questo libro do l'idea che il libro e Brahma siano due entità separate e che Brahma occupi questa seconda entità che esiste indipendentemente. Questo è completamente sbagliato; la cosa giusta da dire è che il libro è Brahma o che Brahma ha assunto anche la forma del libro. Non ci sono due entità separate: Brahma è infinito ed eterno, niente esiste prima od oltre a Lui, ogni granello di polvere è Brahma.

Il mondo è un pensiero nella mente di Brahma

Brahma è la causa di tutta la creazione: Prakrti è la forza creatrice e Purusa è la materia che, nello stato di Saguna Brahma, si lascia influenzare da Prakrti , prende infinite forme secondo il volere di Prakrti. Purusha è la coscienza quindi ogni cosa in questo universo, poiché è fatta dalla materia di Purusa, ha coscienza; non esiste niente, per quanto sembri grezzo e senza vita che non possegga una coscienza. L'influenza di Prakrti fa sembrare le cose inanimate e grezze ma ogni cosa è una forma diversa della coscienza, una metamorfosi di Purusa: quanto più è grande l'influenza di Prakrti, tanto più Purusa appare in forme grezze nelle quali la coscienza sembra essere completamente addormentata.

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(Tratto dall'introduzione de "Il Guru Tantrico" di Shrii Shrii Ánandamúrti)

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mercoledì 16 giugno 2010

La ghiandola pineale secondo lo Yoga


La pineale o epifisi è, secondo lo Yoga, la ghiandola più importante del corpo umano. Essa è la sede della coscienza individuale e di quella Divina, è una ghiandola puramente spirituale. Shrii Srii Anandamurti distingue due parti di questa piccola ghiandola, quella inferiore che corrisponde al Guru Cakra e quella superiore che corrisponde al Sahasrara Cakra. Dal punto di vista delle pratiche spirituali il Guru Cakra è di massima importanza, poiché è all’interno della struttura fisica, mentre il Sahasrara Cakra (letteralmente "il loto dai mille petali") è localizzato al di sopra del capo. Quando la mente è focalizzata sul Guru Cakra (all’altezza della ghiandola pineale), attraverso le varie tecniche di Guru Dhyana, Guru Sakasha e Guru Smarana, la Kundalini (il potere divino latente, sito anatomicamente alla base dell’osso sacro, sopra il coccige, due dita sopra l’ano) si innalza e la persona raggiunge la “salvezza”, o samadhi permanente.
La “salvezza” è lo stato di Yoga senza ritorno nel ciclo di vita e di morte ed è detto Moksa, mentre la “liberazione”, Mukti, è lo stato di autorealizzazione con la possibilità di ritornare nel ciclo di vita e di morte. Questo “ritorno dallo stato di Yoga” avviene per desiderio di portare avanti una missione (Samkalpa); questo ad esempio, il caso di Buddha, che dopo aver raggiunto l’illuminazione (e cioè la liberazione di cui sopra) prese la decisione di rimanere in vita fino a ottantaquattro anni per propagare il Dharma (la spiritualità, la caratteristica fondamentale dell'essere che fa dell'essere umano un essere divino). Tutti i Sadhaka (praticanti del culto spirituale, "coloro che fanno Sadhana") potenzialmente possono vivere queste esperienze di andata e ritorno, basta volerlo e praticare.

L’epifisi è ancora una ghiandola sconosciuta e dimenticata dalla ricerca medica. Negli ultimi anni varie ricerche scientifiche hanno rivelato alcune delle funzioni fisiologiche e psicoendocrine di questa preziosa ghiandola. René Descartes (Cartesio) fu il primo occidentale a intuire l’importanza spirituale dell’epifisi, ascrivendole la facoltà di essere sito dell’anima. Le moderne ricerche nei laboratori scientifici hanno scoperto alcuni ormoni che l’epifisi secerne e immette direttamente nella circolazione sanguigna, come la melatonina, la metossitriptamina, l’argininvasotocina e altri.
La ghiandola pineale è fotosensibile, cioè altera le secrezioni ormonali in base all’intensità della luce esterna. Si dice che, originariamente, essa sia stata il terzo occhio (fisico) nei rettili preistorici che poi, con l’evoluzione delle specie, è entrato nel cranio diventando una ghiandola a secrezione interna. Questa teoria ci può far comprendere bene la storia evolutiva della ghiandola pineale, il cui movimento non è sicuramente terminato. Nel Golfo del Bengala sopravvive tutt’oggi una famiglia di pesci che ha mantenuto nella sua evoluzione i tre occhi; il “terzo occhio”, inoltre, è rimasto ancora nella simbologia e nel trucco estetico dell’oriente, come segno di una visione intuitiva e spirituale dell’esistenza umana. All’esterno, però, la sua posizione non corrisponde a quella del Guru Cakra (epifisi) ma a quella dell’ Ajina Cakra (plesso lunare o ipofisi).

Dalla ghiandola pineale vengono emessi degli ormoni che danno vari stati di trance mistici all’aspirante spirituale. I loro nomi in sanscrito sono Amrta (nettare divino) oppure Sudharasa (fluido puro), ecc. Le ricerche in questa dimensione mistica non sono ancora state intraprese nei laboratori scientifici e forse nessun devoto, per il momento, è interessato a far analizzare il proprio sangue o la propria urina dopo i trance spirituali (Samadhi). Forse in futuro avremo più dettagli biochimici su queste esperienze paranormali.
Le due scienze (quella analitica e quella intuitiva) sono d’accordo sul fatto che fra la mezzanotte e le tre di mattina, queste secrezioni di melatonina sono maggiori ed è per questo che la mente si calma di più durante quella fascia oraria. Infatti la meditazione a quell’ora, per coloro che non si sentono stanchi fisicamente, è più profonda del solito.

In conclusione, l’epifisi trasforma un input nervoso in un output neuroendocrino influenzando la psiche e il suo complesso funzionamento e nello Yoga essa viene considerata la sede della coscienza individuale. Durante le pratiche mistiche essa risponde con secrezioni ormonali particolari che danno stati di beatitudine divina, percepibile a livello mentale e fisico. Molte pratiche yogiche hanno il compito di stimolare il funzionamento di questa ghiandola maestra.


-----------> Tratto da "Biopsicologia Tantrica" di Christian Kamaleshvara Franceschini che trovi pure sul sito della Macroedizioni.
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lunedì 19 aprile 2010

I Poli Terrestri spostano le proprie rispettive posizioni


«Il soggetto del discorso di oggi è, "I Poli spostano le proprie rispettive posizioni".
I principi umani cardinali sono quasi immutabili. Dico quasi immutabile perché essi mantengono sempre una relazione tattile con l'ordine cosmologico e così i principi umani cardinali, o punti cardinali dell'esistenza umana, non subiscono alcun cambiamento o trasformazione fisica. Ma non è il caso del corpi fisici. Tali cambiamenti possono avvenire nel regno fisico, nell'arena delle emanazioni fisiche, e nel passato successero molte volte, sia nella storia di questo pianeta Terra sia nella storia di molti altri pianeti, stelle, satelliti, nebulose ecc. Nella sfera fisica il cambiamento è la regola esistenziale. Nella sfera psichica, c'è cambiamento nella struttura collettiva, ma poiché quel cambiamento mantiene un collegamento con l'ordine cosmologico, con l'epressione cosmica, esso non è così prominente come quello che avviene nella sfera fisica.

Prendiamo il caso dei nostri poli: le posizioni dei poli potranno spostarsi. Nel passato, tale cambiamento avvenne molte volte - negli annali di questo pianeta e anche nella storia di molti altri pianeti. Di conseguenza a questo spostamento, come risultato di questo cambiamento, molte persone affermano che dei satelliti si aggiunsero alla terra e si produssero da essa quando la sua crosta esterna, il suo corpo litosferico non era così solido come lo è ora. E alcuni sono dell'opinione che l'Oceano Pacifico si creò come risultato di questa emergenza occorsa alla litosfera terrestre. Secondo la vecchia astronomia e l'astrologia, anche Marte si produsse da questa Terra, ma non si mosse attorno alla Terra come un suo satellite. E questo è il motivo per cui un nome di Marte è Kuja: Shani Raja Kuja mantrii (Saturno è il re, Marte è il ministro). Ku significa terra e Kuja vuol dire nato da ku. Così nella sfera fisica tali cambiamenti sono avvenuti nel passato e succederanno nel futuro.

I poli spostano le loro rispettive posizioni.
Ora come risultato di questo cambiamento avvenuto molte volte, nel passato, il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al proprio asse è variato ed è cambiato anche il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al sole - ovvero, l'anno solare. Giorno e notte non erano, assieme, di 24 ore, e l'anno non era di 365/366 giorni. Come risultato del cambiamento delle posizioni dei Poli cambiò l'ordine stagionale e la sua relazione con Marte variò molte volte. L'ordine del nostro calendario, il sistema del nostro calendario nel passato dovette essere cambiato. Se i poli cambiano le loro posizioni, il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al proprio asse certamente potrà essere minore o maggiore. E similmente il tempo impiegato dalla Terra per muoversi attorno al sole aumenterà o diminuirà.

Questo è il motivo per cui qualche volta vediamo che l'ordine stagionale non mantiene un adeguato parallelismo con i mesi: Questo dimostra che il cambiamento sta avvenendo velocemente. Come risultato di questo cambiamento, non solo si perderà il parallelismo tra i mesi e le stagioni, ma sarà disturbato anche l'ordine ambientale e l'equilibrio ecologico della Terra. Di conseguenza a questa disgregazione avverranno dei cambiamenti fisici e biologici nelle strutture di tutti i corpi viventi, di tutte le creature viventi, incluse le piante. Le piante del Terziario non si ritrovarono nel Cretaceo. Le piante e gli animali del Cretaceo non poterono essere ritrovati nelle ere più tarde, nel Pliocene, Miocene, Oligocene, Mesozoico e Cenozoico perché la loro esistenza, la loro nascita e morte dipendono anche dall'equilibrio ecologico. Alcuni affermano che come risultato del cambiamento della posizione dei poli, nell'emisfero orientale, il Polo Nord si sta muovendo da nord a sud, e nell'emisfero occidentale, il Polo Sud si muove da sud a nord, e non si può assicurare che la loro distanza relativa rimarrà immutata. Così dovremmo essere preparati per il futuro; dovremmo essere preparati ad affrontare le conseguenze dei cambiamenti delle posizioni polari, dell'ordine ambientale e anche della struttura ecologica.

Come risultato di questo cambiamento, muterà la struttura magnetica di questa Terra, e di conseguenza altri pianeti e satelliti del sistema solare subiranno una rimarchevole metamorfosi . E se l'ordine magnetico è cambiato, allora avverranno anche delle rimarchevoli metamorfosi nelle vibrazioni elettromagnetiche di questa Terra e dell'intero sistema solare. Come risultato di questo tipo di cambiamento nelle vibrazioni elettromagnetiche, le onde pensiero umane subiranno certamente delle influenze.

Il nostro progresso nell'arena della scienza dipende molto dal progresso della nostra conoscenza sull'elettromagnetismo, sulle emanazioni elettromagnetiche. Il nostro progresso nei campi umano e scientifico, ne soffriranno molto; come risultato di questo cambiamento saranno oggetto di grossi metamorfosi . Dovremmo essere preparati per una tale trasformazione, e questi cambiamenti potranno avvenire in un futuro molto vicino.

Si sa, l'esistenza umana è non solo un'esistenza fisica, un'esistenza in una struttura fisica, è una rete di vibrazioni di moltissime lunghezze d'onda. Così se il cambiamento delle onde fisiche e se le condizioni climatiche subiscono una trasformazione gigantesca, certamente cambieranno e saranno sconvolte le emanazioni e le percezioni delle cellule nervose e delle fibre nervose. Può essere in bene o in male, ma il cambiamento è d'obbligo. Nel caso di un cambiamento dell'ordine fisico e dell'ordine fisico-psichico, è sicuro che il cambiamento avverrà anche nel regno della spiritualità. Speriamo che il movimento - ovvero, il movimento dell'umanità, di ognuno e ogni essere vivente - sia dalla materia alla coscienza, dall'estroversione all'introversione. Così le onde pensiero degli esseri umani saranno più di natura spirituale di quello che sono attualmente. Ovvero, l'umanità in quella sviluppata condizione sarà più spirituale di quello che è attualmente.

L'Entità Cosmica, la Facoltà Cognitiva Suprema, non ferma mai le Sue emanazioni nel campo fisico, metafisico, superfisico e spirituale. Nel caso del microcosmo, se il cambiamento è neurologico, come risultato del cambiamento fisico, allora certamente le cellule e le fibre nervose funzioneranno in modo diverso dal presente. Poi le onde pensiero del Grande, le onde pensiero della Facoltà Cognitiva Suprema, è sicuro che subiranno una trasmutazione quando passeranno attraverso la struttura umana. E ci si aspetta che, in tali circostanze, il progresso degli esseri umani nel regno della introversione saranno accelerati più che nel presente. Se i Poli di un particolare pianeta piccolo, come la Terra spostano le loro rispettive posizioni, può essere che ciò porti dei benefici agli esseri umani o che non porti benefici agli esseri umani, ma è certo che le onde pensiero del Supremo faranno il proprio dovere in tali mutate circostanze.

L'umanità sarà più meditativa e accetterà Parama Purus'a, la Facoltà Cognitiva Cosmica, come il proprio oggetto di ideazione in modo migliore e più scientifico. Non si dovrebbe pensare che tutto è statico e fisso in questo universo. Tutti si muovono - certamente i Poli si muovono - e hanno già cominciato la loro funzione di cambiamento delle loro rispettive posizioni. E vedrete apparire, come risultato di tale cambiamento, specialmente se il cambiamento avviene in modo repentino, un'altra era glaciale su questa Terra. Ci può essere un lungo lasso di tempo tra le pre-condizioni e post-condizioni dell'era glaciale - ovvero, la pre-età e la post-età avranno un ampio gap tra loro. Ma abbiamo molte aspettative dall'intelletto umano; in esso riponiamo molte speranze, speriamo che, se avverrà una catastrofe, l'intelletto umano potrà superare tale catastrofe e organizzare lo spostamento della popolazione in un altro pianeta in cui vi siano condizioni ambientali appropriate e un migliore ordine ecologico. Facciamo in modo che l'umanità si risvegli e che questo sviluppo dell'umanità sia più orientato spiritualmente!»

P.R. SARKAR - Calcutta, 31 Maggio 1986 - A Few Problems Solved Part 7
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Grazie di cuore a Sukrti per avermi fornito la traduzione in italiano

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martedì 2 marzo 2010

Rumi ed il coraggio di accettare la Verità




"Che strani esseri siamo, noi che, mentre ce ne stiamo seduti all'inferno nel buio più nero, abbiamo paura della nostra immortalità." Jalal ad-Din ar-Rumi (poeta sufi).

Rumi ci ricorda che siamo perennemente intenti alla creazione della realtà (talvolta consciamente e talaltra inconsciamente) e che lo facciamo mentre esperiamo le nostre creazioni. Siamo sia l'artista sia l'opera d'arte, il che implica che abbiamo il potere di modificare e cambiare le nostre vite nel presente e, simultaneamente, di scegliere che nuova forma dar loro nel futuro.

Ma... abbiamo il coraggio di accettare chi siamo nell’universo e il ruolo che la nostra esistenza implica?

La mia risposta è affermativa. E se anche la vostra lo è, allora dobbiamo accettare quella responsabilità che va di pari passo col sapere di poter cambiare il mondo se cambiamo noi stessi.

Perchè come ricorda ancora il sublime Rumi "Noi siamo lo specchio e il volto nello specchio. Noi siamo l'acqua fresca e deliziosa e la brocca che la versa."


---> Tratto dal blog Manifestando:

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giovedì 18 febbraio 2010

Le tre qualità di un Mantra


La parola Mantra è in lingua sanscrita e significa "ciò che libera la mente" (MANAS = mente; TRAE = liberare). E' una raccolta di onde sonore che può indurre una potente risonanza, una vibrazione simpatetica nella mente ed è il fondamento della scienza spirituale del Tantra (TA = oscurità, ignoranza; TRAE = liberare; TANTRA = "ciò che libera dal torpore dell'ignoranza").

Il Mantra più efficace dovrebbe avere tre qualità per mantenere l'inquieta mente equilibrata, per darle energia e trasportarla nei livelli più sottili:

1) PULSATIVO
Dovrebbe essere di due sillabe per fluire ritmicamente con l'inalazione e l'esalazione del respiro. La scienza occidentale ora riconosce la stretta connessione tra respirazione e stati psichici: respiri ritmici e profondi mantengono la mente in uno stato calmo ed equilibrato; la ripetizione del Mantra di due sillabe consente al meditante di mantenere questo profondo respiro ritmico cosicché la sua mente possa ottenere molto facilmente uno stato di pace profonda.

2) INCANTATIVO
Ogni enità vivente possiede la propria vibrazione particolare - la somma delle sue vibrazioni fisiche, mentali e spirituali che la distinguono da tutte le altre entità dell'universo - e questa viene chiamata "ritmo entitativo" (in sanscrito Jaevi satta). La somma di tutte le vibrazioni dell'universo è l'infinita vibrazione retta del ritmo cosmico (Bhuma prana) e chi è capace di unire sé stesso a questa andatura universale, mantenendo un continuo parallelismo tra il proprio ritmo e quello cosmico, diventa Jivanmukta (anima liberata) e porta a termine la realizzazione in vita. Il ritmo incantativo (Mantrika chanda) è pertanto la connessione tra queste due cadenze e quelli più efficaci sono in linguaggio sanscrito.
«Se volete la Verità, vi dirò la Verità. Ascolate il suono segreto che è dentro di voi. L'Uno, nessun altro, rivela i suoni segreti a sé stesso ed egli è l'Uno che ha fatto tutto» scriveva il poeta indiano Kabir nel XV° dC.

3) IDEATIVO
Il ritmo incantativo del Mantra può tuttavia avere poco effetto finché assieme alla ripetizione non vi è la piena ideazione sul significato. Senza l'ideazione il meditante è semplicemente un pappagallo che intona i suoni che non capisce. L'ideazione di un Siddha Mantra è di solito l'unicità tra Dio o l'universo e la coscienza individuale: "Io sono Lui" o "Tutto è Lui".
Dice Shrii Shrii Anandamurti in Supreme Expression vol. I:
«L'idea è una tendenza mentale...e la pratica conduce all'espansione e al conseguimento. Se si medita ripetutamente su Dio, la continua associazione farà approssimare le onde psichiche incurvate dell'individuo alla radiazione lineare della Coscienza Cosmica. Il flusso ideativo del Mantra deve essere impregnato da continue suggestioni e questo non è possibile con la mera ripetizione. Questo principio psico-spirituale è la scoperta del Tantra e per ottenere risultati tutte le facoltà mentali ed il processo di respirazione devono essere concentrati e posti in risonanza con il Mantra

Per approfondimenti, vedi il testo da cui è stato tratto questo articolo: "Filosofia spirituale di Shrii Shrii Anandamurti - commento all'Ananda Sutram" di Avadhutika Anandamitra Acarya.

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giovedì 4 febbraio 2010

Auto-realizzazione e servizio alle creature viventi



Supreme Master Tv è un canale (web) satellitare in chiaro in onda 24 ore al giorno, 7 giorni alla settimana, con vari programmi interessanti e istruttivi, in inglese con i sottotitoli di oltre 60 lingue. Tra i tanti, c'è un programma trasmesso dalla sezione della Nuova Zelanda che si intitola "Our noble lineage" (La nostra nobile discendenza) al cui interno vi sono numerosi video ispiranti ed illuminanti sul vegetarianesimo, lo Yoga, la spiritualità, l'ecologia ed altri temi costruttivi.
Di seguito vi propongo le 2 puntate (in 4 video) in cui si parlerà di vegetarianesimo, Yoga e servizio alle creature viventi, dedicate all'Ananda Marga, il movimento socio-spirituale fondato da P.R. Sarkar che ha come scopo il miglioramento della vita nella sua interezza (livello fisico, mentale e spirituale) e la condivisione della propria evoluzione attraverso il servizio e l’aiuto alla società.
Il sentiero della Beatitudine divina (traduzione sanscrita di Ananda Marga) è un' organizzazione internazionale con sede in oltre 160 paesi di tutti i continenti e ha un programma molto vasto di attività che vanno dall’insegnamento dello Yoga e della meditazione alle attività di volontariato e di servizio nelle are più povere e disastrate del pianeta. Il motto dell'associazione è Auto-realizzazione e servizio agli esseri viventi (incluse le creature animali e vegetali).

PARAM'PIITA BABA KI, JAYYYY
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PS: sta accadendo un fatto piuttosto singolare e curioso! In alcuni momenti (tipo ieri) i video non sono disponibili...in altri, come in questo preciso istante, si vedono perfettamente! Ad ogni modo, viste le numerose richieste pervenutemi via-mail (grazie per i complimenti...ma il merito è unicamente Suo) metto a disposizione anche il link originale della trasmissione neozelandese, così in un modo o nell'altro la visione è garantita. Le puntate sono 2 e sotto lo schermo del video-player, si trovano pure le opzioni per guardare i 2 filmati con WMP o con flash e per il download gratuito!

Buona visione, @
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CLICCA---->
ÁNANDA MÁRGA - Path of Bliss - PART 1/1 e 2/2



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ÁNANDA MÁRGA - Path of Bliss - PART I

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ÁNANDA MÁRGA - Path of Bliss - PART II

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ÁNANDA MÁRGA - Path of Bliss - PARTE III

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ÁNANDA MÁRGA - Path of Bliss - PARTE IV

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